TRITTICO DELL'INFAMIA

18.00 EUR

Pablo Montoya
Trittico dell'infamia

Roma, Edizioni e/o, 2017
pp. 271



Tre artisti minori, tre storie che si intrecciano sullo sfondo di un’epoca, la fine del Sedicesimo secolo, segnata dal sangue delle persecuzioni dei protestanti e dalle grandi scoperte: attraverso le loro vicende, Montoya traccia un affresco privato e insieme collettivo in cui affronta temi universali come la violenza, l’amore, la religione.
Una riflessione sul passato che si rivela per molti versi attuale e che rende giustizia a quello che, rimasto per secoli sotto silenzio, rappresenta tuttora uno dei più grandi genocidi della storia: lo sterminio dei nativi d’America. 
1564. Jacques Le Moyne, pittore e cosmografo, salpa dal porto di Le Havre al seguito della prima missione protestante destinata a colonizzare l’America. Dal folgorante incontro con gli indigeni e con la loro pittura e dal tragico esito della missione, schiacciata con ferocia dall’armata della cattolicissima Spagna, nasceranno le prime testimonianze visive europee sugli usi e i costumi dei nativi.
1580 circa. François Dubois, pittore protestante originario di Amiens, è sfuggito alla notte di San Bartolomeo nel 1572, dove ha perso la moglie e il figlio che portava in grembo. Rifugiatosi a Ginevra, realizzerà in punto di morte il più celebre dei quadri sulla strage dei protestanti francesi.
1578. Théodore de Bry, maestro incisore originario di Liegi, inizia il suo lungo pellegrinaggio per l’Europa per sfuggire alle persecuzioni dei protestanti.


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  • Edito da: EDIZIONI E/O ROMA


Libro inserito in catalogo giovedì 20 aprile, 2017.

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