CAPORETTO

19.00 EUR

Nicola Labanca
Caporetto
Bologna, Società editrice il Mulino, 2017
pp. 219

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all' Università di Siena. E' autore di alcuni importanti saggi sulle guerre italiane del 900. Il 24 ottobre 1917, le truppe austroungariche e tedesche travolsero le insufficienti ed errate difese italiane sul Carso e dilagano nel Friuli fino al margine della pianura padana. Le conquiste realizzate con enorme fatica, migliaia di morti, feriti, dispersi, sembravano annullate. Il comandante supremo, Luigi Cadorna gettò la responsabilità della disfatta alle truppe italiane, sotto l' influenza dei partiti di sinistra, alla chiesa cattolica, ai liberali, ai neutralisti e della annunciata imminente  Rivoluzione Sovietica. Trascurava, ovviamente, le sue pesantissime responsabilità e quelle dello stato maggiore, capaci ambedue non solo di non avere innovato le tecniche di guerra, ma di insistere in utilizzare le truppe in assalti diretti ed insensati contro la superiore tecnica del nemico, attraverso artiglieria ed armi automatiche. La reazione venne dai soldati stessi e dai quadri intermedi dell' esercito, malgrado le decimazioni stupidamente e criminalmente ordinate - e da tempo - dagli ufficiali superiori. La guerra fu una carneficina su tutti i fronti, ma su quello italiano fu proporzionalmente maggiore per l' insipienza e la vigliaccheria di molti. L' indice dei nomi aiuta anche a riconoscere i molti che restarono sempre al riparo nelle retrovie! Il fascismo assolse poi tutti i responsabili di una guerra condotta con criteri ottocenteschi, senza curarsi dello sterminio di almeno due generazioni di italiani.


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  • Edito da: IL MULINO


Libro inserito in catalogo mercoledì 27 settembre, 2017.

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