L'INFORMAZIONE RIFIUTATA

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Silvana Calvo
L'informazione rifiutata
La Svizzera dal 1938 al 1945 di fronte al nazismo e alle notizie del genocidio degli ebrei.

Torino, Zamorani, 2017
pp. 359



Nell'estate del 1942 su molti giornali svizzeri si poteva leggere che il numero degli ebrei uccisi dai nazisti fino a quel momento aveva raggiunto il milione. 
La Dichiarazione congiunta anglo-russo-americana, apparsa in dicembre, parlava ormai chiaramente di sterminio e accusava i tedeschi di aver trasformato la Polonia in un mattatoio. A partire dal 1943 i dispacci d’agenzia scrivevano di 2 milioni, 3 milioni, 4 milioni, fino a 5 milioni di ebrei uccisi. 
Non solo lo sterminio, ma anche le notizie sulla deportazioni, sui ghetti, sulle esecuzioni per rappresaglia, insomma su ogni aspetto del dramma che si stava consumando a non grande distanza, riuscivano a raggiungere la Svizzera, grazie anche alla sua posizione di paese neutrale.
L’informazione sul genocidio non fu uniforme: il notiziario radiofonico, il cinegiornale, la stampa e l’esercito la gestirono in modo differente e articolato; chi con intransigente reticenza, chi facendo filtrare il massimo possibile di notizie nonostante le continue raccomandazioni del governo e le imposizioni della censura. 
Questo, tra l’altro, in un quadro in continuo mutamento a seconda di come evolveva il conflitto e dei rapporti di forza tra i diversi schieramenti nella Confederazione, ossia tra chi pensava che si dovesse scendere a patti con i tedeschi e chi invece metteva al primo posto la difesa della sovranità nazionale.

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  • Edito da: ZAMORANI SILVIO EDITORE


Libro inserito in catalogo giovedì 14 dicembre, 2017.

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